ELIGIO CORIDDI - L'ECO DELLE RADICI
ELIGIO CORIDDI
Questo romanzo di narrativa contemporanea è un viaggio verso sé stessi, verso la consapevolezza di non dover continuamente cercare l'altra "metà della mela", ma di essere esseri perfettamente dotati di ogni cosa e di essere in grado di vivere la vita anche solo con le nostre forze, senza doverci appoggiare a nessuno o a qualcuno di sbagliato, solo per non restare soli.
Lasciamo andare tutti quei meccanismi automatici che ci spingono sempre a fare la cosa giusta, a cercare di rendere felici gli altri e che insistono nel bisogno di farci riempire quella metà del nostro letto vuota.
Ovviamente ve lo consiglio sia come semplice lettura sia se siete alla ricerca del vostro vero io.
👇 TRAMA
Andrea è un uomo cresciuto nel silenzio affettivo di una famiglia che non gli ha insegnato a esprimere o a riconoscere l’amore.
Un padre anaffettivo, chiuso nei propri limiti emotivi, una madre assente, la cui mancanza ha lasciato un vuoto che Andrea ha imparato a colmare inseguendo approvazioni e attenzioni dagli altri.
Figlio unico, ha trasformato quella solitudine in una costante ricerca di legami, di conferme, di consenso.
Il suo rapporto più autentico è con Giacomo, l’amico di sempre. Due nature opposte: una sensibile e introspettiva, l’altra pragmatica e disincantata, ma legate da un affetto sincero, diretto, senza maschere. Un’amicizia vera, a volte aspra, ma capace di tenere insieme due visioni del mondo che si completano e si sfidano.
Intorno ad Andrea ruotano figure femminili che lasciano un segno: Laura, la ex moglie con cui ha condiviso vent’anni di vita; Ilaria e Irene, incontri che oscillano tra il desiderio e il bisogno di sentirsi scelto e poi Gaia, la più luminosa e misteriosa di tutte.
Quest’ultima ha una maturità spirituale che affonda le radici in una sensibilità laica ma vicina al pensiero orientale. Con lei, Andrea trova un dialogo nuovo, uno spazio in cui non deve fingere, dove può mostrarsi fragile e vero. Nel rapporto con lei, come nelle parole della terapeuta che lo accompagna fin dal prologo, Andrea comincia a riconoscere le ferite che lo abitano, i meccanismi che lo legano al passato, il filo sottile tra amore, attaccamento e libertà.
Dopo vent’anni accanto a una sola donna, si ritrova a fare i conti con un mondo affettivo che non conosce più: relazioni fugaci, attrazioni fisiche e confusioni emotive. Ma dietro a ogni incontro, a ogni errore, a ogni intuizione, si nasconde la stessa domanda: come si impara ad amare quando nessuno ti ha insegnato a essere amato?
Il filo che guida la sua evoluzione è la capacità di trasformare la sofferenza in comprensione, di cambiare se stesso anziché cambiare ciò che lo circonda. Una sottotraccia che richiama, senza mai nominarlo, il principio buddista dell’Upaya: la via del cambiamento consapevole, l’arte di adattare il proprio cammino per trovare, passo dopo passo, la forma più autentica di sé.
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